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Livello di descrizione
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Raccolta
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Descrizione
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I documenti, le fotografie e i disegni tecnici qui presentati raccontano la storia e le vicende del villaggio operaio OTO Melara dalle origini sino agli anni ’60 del 1900, anni in cui le case vengono progressivamente cedute dalla Società agli stessi inquilini. La maggior parte delle carte di questa collezione provengono da una serie archivistica ricca e omogenea, quella degli Affari generali, di cui una sezione è dedicata unicamente alla Gestione villaggi operai O.T.O. con ben 50 unità archivistiche, grazie alle quali è possibile ricostruire l’iter progettuale dalla genesi alla conclusione di questa company town. Per quanto riguarda le fotografie, la maggior parte sono conservate nel Fondo Fotografico dell’Archivio Storico OTO Melara, sia come positivi sciolti che come parte di album, mentre in alcuni casi le troviamo allegate alla documentazione archivistica.
Questo materiale documentario e fotografico è stato oggetto di ricerca e di studio nel corso del tempo, ricerca che è andata a confluire nel V quaderno della collana editoriale dell’Associazione intitolato: "Lavoro e benessere, gli archivi di impresa raccontano il Welfare". Il volume, edito nel dicembre 2025, nasce dall’incontro e dal dialogo tra diverse realtà culturali, unite tuttavia dal comune intento di raccontare cosa è stato il welfare in Italia e cosa rimane di questo nel patrimonio storico degli archivi di impresa. Uno dei testi dell'Archivio Storico OTO Melara è incentrato proprio sulla storia del villaggio operaio dell'azienda.
La storia del villaggio operaio OTO Melara inizia, in senso lato, nei primi decenni del 1900, quando la Vickers-Terni appena fondata comincia ad acquisire non solo i terreni necessari al suo potenziamento industriale, ma anche quelli destinati alla costruzione di abitazioni per i suoi dipendenti. In alcuni casi l’azienda compra alcune case preesistenti rispetto agli stabilimenti, come nel caso della casa ex-Volta, per ricavarne appartamenti che avrebbero ospitato i primi impiegati della Società, per lo più dirigenti. In altri casi, ville sparse e case coloniche vengono costruite da zero dall’azienda: in primis la Casa del Direttore, sita a nord-est del perimetro industriale, così come la villa n. 3 in località Macelli e altri edifici nati con funzione differente e poi riadattati in appartamenti per operai e dirigenti, come la palazzina ex-mensa o la palazzina ex-scuole.
Ma la decisione di creare un vero e proprio villaggio operaio sembra prendere forma negli anni ’30, quando la società, allora già divenuta Odero Terni Orlando, inizia a muoversi per risolvere il problema dell’emergenza abitativa dei suoi operai, spesso costretti a lunghi spostamenti dal centro della Spezia o dalle zone circostanti per raggiungere la sede di lavoro.
Una decisione che comincia a concretizzarsi all’inizio degli anni ’40, con l’avvio dell’iter burocratico per la costruzione di due grandi complessi residenziali nelle zone del Termo e di Melara, poco distanti dall’area industriale. Il progetto, affidato alla ditta Ing, Politi & Massari, con la quale viene firmato il contratto d’appalto nel luglio 1940 viene autorizzato dal Comune nello stesso mese.
Al Termo, vengono costruite in pochi anni 5 palazzine di 4 piani per un totale di 40 abitazioni, mentre il quartiere di Melara, a causa delle difficoltà legate allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, viene edificato in due momenti ben distinti: nel 1941 sorgono i primi 4 fabbricati (A-B-C-D), mentre per il completamento degli altri 4 (E-F-G-H) si dovrà attendere fino agli anni ’50. L’economia di guerra e i bombardamenti rallentano i lavori e provocano anche un ridimensionamento del progetto edilizio originario, specialmente nel caso di Melara, il cui piano iniziale prevedeva non solo la costruzione di più palazzine, ma anche la realizzazione di altre strutture destinate a definire una vera e propria cittadina ideale.
All’inizio degli anni ’50 comunque, con i lavori affidati alla ditta Pietrabissa Ing. G. & Geom. Papini, anche il secondo gruppo di Melara è completato. In totale tra i fabbricati del primo blocco e quelli del secondo gli appartamenti qui costruiti dall’azienda sono 128.
A questi si sommano i primi 40 già completati negli anni precedenti al Termo.
Gli operai e le rispettive famiglie possono quindi usufruire di 168 appartamenti, distanti meno di 2 km dagli stabilimenti della OTO Melara e forniti di tutto ciò che serve. I contratti di locazione mostrano canoni d’affitto vantaggiosi, variabili in base alle dimensioni della casa, alla posizione di questa e all’anno di costruzione, con una differenza tra le palazzine del primo blocco edificate negli anni ’40 e le successive degli anni ’50, tendenzialmente affittate a un prezzo maggiore.
Nel corso di un decennio il canone sembra aumentare, proporzionalmente all’aumento del salario (vedi tabelle riepilogative) e al costo della vita, sino a duplicare se non triplicare dai primi anni ’50 ai primi anni ’60.
Ed è in questo periodo che la OTO Melara inizia progressivamente a vendere i suddetti appartamenti, sia al Termo che a Melara, agli stessi operai inquilini, che, forse per la prima volta, possono divenire proprietari di casa. Questo grazie a mutui ipotecari con la Cassa di Risparmio della Spezia e piani di fideiussione stipulati dagli acquirenti con la società, che permisero agli operai di avvalersi di un diritto di prelazione.
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Data testuale
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1940 - 1965
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Copertura territoriale
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La Spezia
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Consistenza
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46 unità
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Lingua prevalente
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ITALIANO - Italiano - IT
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Data di creazione della scheda
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febbraio 2026
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Riferimenti bibliografici
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Lavoro e benessere. Gli archivi d'impresa raccontano il welfare, a cura di Alessandra Vesco, Quaderni dell'Associazione Museo della Melara, 2025.